La storia ci
tramanda tanti nomi di uomini morti in nome della libertà di pensiero, da
Socrate a Giordano Bruno, da Thomas More a Giovanni Gentile. Nomi dietro i
quali si cela una ragione che non si è piegata alla paura e alla morte, una
ragione che non ha mai rinnegato la sua natura “pensante”, una ragione per
dirla “alla Foucault” che ha avuto il coraggio della verità. Ma di tutti questi
nomi, che sull’onda dei secoli sono giunti al nostro cospetto affinché siano
per noi fonte di insegnamento, ce n’è uno al confine tra memoria e oblio, tra
le maglie di un intreccio di eventi, testimoniati dalla storia, e di emozioni,
conseguenze e cause di situazioni sempre più complesse e complicate che si
allontano così tanto dalla loro origine da sembrare di seguire una logica tutta
loro, indipendente da noi uomini che le creiamo. Però, capita che in certi
momenti storici e nella mente di grandi pensatori quest’intreccio si snodi
mostrando nella sua interezza ogni filo di cui si compone e i meccanismi che legano
ciascun filo agli altri.
