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giovedì 20 marzo 2014

Ipazia

La storia ci tramanda tanti nomi di uomini morti in nome della libertà di pensiero, da Socrate a Giordano Bruno, da Thomas More a Giovanni Gentile. Nomi dietro i quali si cela una ragione che non si è piegata alla paura e alla morte, una ragione che non ha mai rinnegato la sua natura “pensante”, una ragione per dirla “alla Foucault” che ha avuto il coraggio della verità. Ma di tutti questi nomi, che sull’onda dei secoli sono giunti al nostro cospetto affinché siano per noi fonte di insegnamento, ce n’è uno al confine tra memoria e oblio, tra le maglie di un intreccio di eventi, testimoniati dalla storia, e di emozioni, conseguenze e cause di situazioni sempre più complesse e complicate che si allontano così tanto dalla loro origine da sembrare di seguire una logica tutta loro, indipendente da noi uomini che le creiamo. Però, capita che in certi momenti storici e nella mente di grandi pensatori quest’intreccio si snodi mostrando nella sua interezza ogni filo di cui si compone e i meccanismi che legano ciascun filo agli altri.